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drôleries letterarie (e non)
Federico di Utrecht (781-838)

Federico di Utrecht (781-838)

— 2 mesi fa
#San Federico  #Federico di Utrecht 

Una mia improvvisazione su “Toxic" di Britney Spears, nel tentativo di renderla più figa. Ovviamente c’è chi l’ha fatto molto meglio di me: si chiama Yaron Herman ed è un genio.

— 3 mesi fa con 2 note
#pianoforte  #toxic  #britney spears  #yaron herman 
"L’art n’est qu’un moyen pour rendre la vie plus intéressante que l’art"
Robert Filliou
— 4 mesi fa con 2 note
#robert filliou 
Disoccupazione

Je traverse la ville dont je n’attends plus rien / Au milieu d’êtres humains toujours renouvelés / Je le connais par coeur, ce métro aérien; / Il s’écoule des jours sans que je puisse parler.

Oh! ces après-midi, revenant du chômage / Repensant au loyer, méditation morose / On a beau ne pas vivre, on prend quand même de l’âge / Et rien ne change rien, ni l’été, ni les choses.

Au bout de quelques mois on passe en fin de droits / Et l’automne revient, lent comme une gangrène; / L’argent devient la seule idée, la seule loi, / On est vraiment tout seul. Et on traîne, et on traîne…

Les autres continuent leur danse existentielle, / vous êtes protégé par un mur transparent, / L’hiver est revenu; leur vie semble réelle. / Peut-être, quelque part, l’avenir vous attend.

[Michel Houellebecq, Chômage, poesia contenuta nell’antologia personale Non réconcilié, 2014]

— 4 mesi fa con 3 note
#Michel Houellebecq  #chômage  #non réconcilié 
Ritratto di Diderot di Van Loo, 1767

Ritratto di Diderot di Van Loo, 1767

— 4 mesi fa con 1 nota
#diderot  #van loo 
Tristano

Tristano, giovane solitario e sospiroso, si innamorò perdutamente di Luisa, sua compagna di classe. Naturalmente non le rivelò mai il proprio amore. Finito il liceo, tuttavia, trovò l’ardire per scriverle: non al punto, però, di arrivare a firmarsi. Coperto dall’anonimato, le scrisse une seconda lettera, e poi una terza: sempre avendo cura di omettere ogni elemento che potesse renderlo riconoscibile. All’altezza della quarta lettera maturò un audace proposito che trovò attuazione solo in calce alla settima: le chiedeva timidamente, qualora le sue lettere fossero state accolte con benevolenza, di annodare un drappo scarlatto alla ringhiera del suo balcone. Giorni e giorni di vana speculazione lo persuasero del fallimento: le sue lettere erano dispiaciute, onde per cui, coerentemente, non ne scrisse più mai.

Frivola e fatua, la bella Luisa era attratta da lunga pezza dalla persona di Alessandro, il compagno di classe più stolido e particolarmente inviso a Tristano. Colpita da quelle lettere, in cui intuiva una misteriosa profondità, l’irresponsabile fanciulla pensò di sfruttarle per far breccia nello sfuggente cuore di Alessandro. Dunque, presasi la laboriosa cura di variare i generi grammaticali, le ricopiò tutte e sette per filo e per segno, dopodiché, ad intervalli settimanali, le inviò ad Alessandro firmandosi “L.”

Essere spregevole, Alessandro era impegnato in quel torno di tempo nel corteggiamento di Jessica, disinvolta ragazza dalle precoci e multiple esperienze sessuali. Incapace di attendere quello che avrebbe ottenuto comunque, il giovane infiorò il suo parlare con una ricca scelta di espressioni tratte da quelle lettere, fra cui “la cangiante iridescenza dei tuoi occhi” e, benché a lui incomprensibile, “la madreperla della mia malinconia”. Copulato un paio di volte con Alessandro Jessica scrisse sul proprio diario: “Fattolo con A: delusione! Prometteva bene invece solo chiacchiere. Assurdità come “la cangiante iridescenza dei tuoi occhi” e “la madreperla della mia malinconia”. L’ultima volta mi ha persino chiamata “conchiglina”!”

Curiosa, morbosa, invidiosa, Monica viveva nell’ombra di sua sorella Jessica. Leggerne il diario di nascosto era operazione quotidiana. Imbattutasi nell’iride e nella madreperla, l’indiscreta si illuse di aver trovato la chiave per impressionare un certo Luca, orrendo giovinastro di inconcepibile spocchia. Laonde gli scrisse una breve letterina interamente sorretta da quei due elementi, l’iride e la madreperla, la madreperla e l’iride: e tanto era convinta della virtù di quei termini, che osò firmarsi per intero. Luca, cui altro non premeva nella vita che rompere l’anima al prossimo con il rumore della sua motocicletta, prese quel testo come il farneticamento di un pazza, e per divertire gli amici ne diede pubblica lettura in una squallida sala giochi.

Fra gli amici di Luca, tutti egualmente inutili al mondo, uno tuttavia ve n’era leggermente meno ottuso degli altri, a nome Lorenzo, nel cui cerebro quell’iride e quella madreperla si depositarono come semi in attesa di germinare. Volle il caso che questo Lorenzo fosse stato compagno di classe di Tristano e di Luisa, e che la stessa Luisa, per la quale non aveva mai provato più che una blanda attrazione, abitasse nei suoi paraggi. Incontrandola spesso, andò così che egli incominciasse a vederla sotto una nuova luce, una luce tremula e soffusa che si irradiava direttamente da quelle due magiche parole, iride e madreperla. La commozione verbale ebbe alfine il sopravvento, e Lorenzo, conversando un pomeriggio con Luisa ai giardini, ne informò il proprio dire. Rientrata a casa, Luisa recuperò quelle sette lettere anonime dal cassetto ove le aveva neglette: certe espressioni di Lorenzo l’avevano fatta risovvenire di alcuni curiosi passaggi di quelle missive, ed infatti, ecco! già nella prima lettera “la cangiante iridescenza dei tuoi occhi”, e nella terza “la madreperla della mia malinconia”, e poi nella quinta “le tue iridi screziate”, e nella sesta “buonanotte, mia conchiglina”, e nell’ultima “il madreperlaceo lucore della Luna”. Dunque era lui, l’epistolografo, Lorenzo, il neanche-tanto-male-Lorenzo… Decise di dargli una chance, sicché il sabato successivo li vediamo insieme in motorino, intesi in discoteca o altro locale si ignora.

Sono passati quindici anni. Edoardo, il figlio di Luisa e Lorenzo, è in terza elementare. Sta scrivendo due paginette sul tema “I miei genitori”. A metà della seconda pagina non sa come proseguire. Indugia un po’, poi scrive: “I miei genitori dicono di essersi sposati per colpa dell’iride e della madreperla. Mio papà chiama sempre mia mamma la sua conchiglina”. 

Nel suo studio, il maestro elementare Tristano M. sta correggendo i temi. Letto il tema di Edoardo, che sa essere figlio di Luisa F., cerca una spiegazione. Non la trova, ma continua a cercarla. Dopo cinque giorni di elucubrazioni non l’ha ancora trovata. Ha trovato però qualcosa di più importante, e cioè che se la sua iride e la sua madreperla, a differenza di quelle di Lorenzo F., non hanno sortito nulla, la letteratura non ha alcun potere. La letteratura, l’unico suo dio.

Per questo il quinto giorno si uccide.

[Michele Mari, Iride e madreperla, racconto tratto dalla raccolta Fantasmagonia, 2012]

— 4 mesi fa con 1 nota
#fantasmagonia  #michele mari  #iride e madreperla 
Otto regole

Nell’introduzione alla raccolta di racconti Bagombo Snuff Box (1999), lo scrittore americano Kurt Vonnegut inserì otto regole su come scrivere bene una storia breve. Eccole:

1 – Utilizza il tempo di un perfetto sconosciuto in modo che lui o lei non senta di averlo sprecato.

2 – Da’ al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo.

3 – Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche soltanto un bicchiere d’acqua.

4 – Ogni frase deve fare una di queste due cose: mostrare un personaggio o far andare avanti la storia.

5 – Inizia il più vicino possibile alla fine.

6 – Sii sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi principali, fa’ che gli accadano cose tremende così che il lettore possa vedere di che stoffa sono fatti.

7 – Scrivi per dar piacere solo a una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, per così dire, la tua storia si prenderà una polmonite.

8 – Da’ ai tuoi lettori la maggior parte di informazioni il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una comprensione talmente completa di quel che sta succedendo, dove e perché, da poter finire la storia da soli, nel caso gli scarafaggi mangiassero le ultimissime pagine.

— 5 mesi fa con 3 note
#kurt vonnegut  #scrittura  #racconti 

Una mia improvvisazione sulla celebre ninna nanna “Au clair de la lune”. La pubblico perché è un bel ricordo: l’interpretazione venne fuori per caso  una notte di due anni fa, a Parigi, in un bar del 15° arrondissement. Un violinista rumeno trapiantato in Francia e fidanzato con una filosofa più grande di lui di 20 anni, mi propose di improvvisare qualcosa insieme. Entrambi avevamo bevuto qualche bicchiere di troppo…

— 6 mesi fa
#au clair de la lune  #pianoforte 
Tiranno

Il bambino Giorgio, benché giudicato in famiglia un prodigio di bellezza fisica, bontà e intelligenza, era temuto. C’erano il padre, la madre, il nonno e la nonna paterni, le cameriere Anna e Ida, e tutti vivevano sotto l’incubo dei suoi capricci, ma nessuno avrebbe osato confessarlo, anzi era una continua gara a proclamare che un bambino caro, affettuoso, docile come lui non esisteva al mondo. Ciascuno voleva primeggiare in questa sfrenata adorazione. E tremava al pensiero di poter involontariamente provocare il pianto del bambino: non tanto per le lacrime, in fondo trascurabili, quanto per le riprovazioni degli adulti. Infatti, col pretesto dell’amore per il piccolo, essi sfogavano a vicenda i loro spiriti maligni controllandosi e facendosi la spia.

[Dino Buzzati, Il bambino tiranno, racconto contenuto nella raccolta Il crollo della Baliverna, 1954]

— 6 mesi fa con 1 nota
#dino buzzati  #il bambino tiranno  #il crollo della baliverna 

Test drive

Lei:Sono una ragazza bella, anzi, bellissima, di 28 anni. Sono intelligente e ho molta classe. Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari l’anno. C’é in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito? Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila dollari, ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West. Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente. Quindi mi chiedo, cos’ha fatto per meritare ciò e perché io non ci riesco? Come posso raggiungere il suo livello?
Lui:Ho letto la sua e-mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione. Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila dollari l’anno. Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo: quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare. E ciò per i seguenti motivi: lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice. Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi. Proposta molto chiara, questa. Ma c’é un piccolo problema. Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente. Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento, mentre io sono un attivo che rende dividendi. Lei non solo soffre un deprezzamento ma questo é progressivo ed aumenta ogni anno! Spiego meglio: Oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così per i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno e all’improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita. Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei è ben quotata, nell’epoca ideale per essere venduta, non per essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in ‘trading position’ -posizione di commercio-, e non in ‘buy and hold’ - compra e tieni stretto, - che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre. Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio -buy and hold- con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su. Potremmo avere una relazione per un certo periodo…..Uhmm…. Pensandoci meglio e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, se possibile, essendo io futuro ‘affittuario’ di tale ‘macchina’, richiedo ciò che é di prassi: fare un test drive. La prego di stabilire data e ora. Cordialmente, Il suo investitore.
— 7 mesi fa
#sesso  #soldi  #matrimonio 
Francobollo tedesco dedicato alla scrittrice svedese Selma Lagerlöf e al suo personaggio Nils Holgersson

Francobollo tedesco dedicato alla scrittrice svedese Selma Lagerlöf e al suo personaggio Nils Holgersson

— 7 mesi fa con 2 note
#selma lagerlöf  #nils holgersson 
Masturbazione

Je ne me masturbe jamais le premier soir.

D’abord, mais oui, une tendre cour devant mon miroir. Quelques flatteries, quelques compliments, un peu outrés sans doute mais si agréable à entendre. Des sourires esquissés, des regards appuyés. Puis je me donne hardiment rendez-vous le lendemain au même endroit.

J’y suis sans faute. La main cachée dans mon dos fait soudain apparaître un bouquet. Mes dernières résistances cèdent bien vite. Quel homme tout de même, dans le feu du désir, qui n’oublie pas d’être prévenant! Mes habits s’envolent. Je n’ai pas le mauvais goût de garder mes chaussettes. Ce sont alors de longs et très raffinés préliminaires (je ne suis pas une brute). Puis je me conduis lentement vers la jouissance, sans négliger égoïstement mon plaisir. Ô douceur exquise de la fusion amoureuse! Est-it une autre raison de vivre?

[Èric Chevillard, L’autofictif prend un coach, 2011]

— 7 mesi fa
#Èric Chevillard  #L'autofictif prend un coach