Vuoi chiedermi qualcosa?   Chi sono?   Contatti   Link   

drôleries letterarie (e non)
Otto regole

Nell’introduzione alla raccolta di racconti Bagombo Snuff Box (1999), lo scrittore americano Kurt Vonnegut inserì otto regole su come scrivere bene una storia breve. Eccole:

1 – Utilizza il tempo di un perfetto sconosciuto in modo che lui o lei non senta di averlo sprecato.

2 – Da’ al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo.

3 – Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche soltanto un bicchiere d’acqua.

4 – Ogni frase deve fare una di queste due cose: mostrare un personaggio o far andare avanti la storia.

5 – Inizia il più vicino possibile alla fine.

6 – Sii sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi principali, fa’ che gli accadano cose tremende così che il lettore possa vedere di che stoffa sono fatti.

7 – Scrivi per dar piacere solo a una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, per così dire, la tua storia si prenderà una polmonite.

8 – Da’ ai tuoi lettori la maggior parte di informazioni il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una comprensione talmente completa di quel che sta succedendo, dove e perché, da poter finire la storia da soli, nel caso gli scarafaggi mangiassero le ultimissime pagine.

— 1 settimana fa con 1 nota
#kurt vonnegut  #scrittura  #racconti 

Una mia improvvisazione sulla celebre ninna nanna “Au clair de la lune”. La pubblico perché è un bel ricordo: l’interpretazione venne fuori per caso  una notte di due anni fa, a Parigi, in un bar del 15° arrondissement. Un violinista rumeno trapiantato in Francia e fidanzato con una filosofa più grande di lui di 20 anni, mi propose di improvvisare qualcosa insieme. Entrambi avevamo bevuto qualche bicchiere di troppo…

— 1 mese fa
#au clair de la lune  #pianoforte 
Tiranno

Il bambino Giorgio, benché giudicato in famiglia un prodigio di bellezza fisica, bontà e intelligenza, era temuto. C’erano il padre, la madre, il nonno e la nonna paterni, le cameriere Anna e Ida, e tutti vivevano sotto l’incubo dei suoi capricci, ma nessuno avrebbe osato confessarlo, anzi era una continua gara a proclamare che un bambino caro, affettuoso, docile come lui non esisteva al mondo. Ciascuno voleva primeggiare in questa sfrenata adorazione. E tremava al pensiero di poter involontariamente provocare il pianto del bambino: non tanto per le lacrime, in fondo trascurabili, quanto per le riprovazioni degli adulti. Infatti, col pretesto dell’amore per il piccolo, essi sfogavano a vicenda i loro spiriti maligni controllandosi e facendosi la spia.

[Dino Buzzati, Il bambino tiranno, racconto contenuto nella raccolta Il crollo della Baliverna, 1954]

— 1 mese fa
#dino buzzati  #il bambino tiranno  #il crollo della baliverna 

Test drive

Lei:Sono una ragazza bella, anzi, bellissima, di 28 anni. Sono intelligente e ho molta classe. Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari l’anno. C’é in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito? Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila dollari, ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West. Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente. Quindi mi chiedo, cos’ha fatto per meritare ciò e perché io non ci riesco? Come posso raggiungere il suo livello?
Lui:Ho letto la sua e-mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione. Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila dollari l’anno. Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo: quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare. E ciò per i seguenti motivi: lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice. Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi. Proposta molto chiara, questa. Ma c’é un piccolo problema. Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente. Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento, mentre io sono un attivo che rende dividendi. Lei non solo soffre un deprezzamento ma questo é progressivo ed aumenta ogni anno! Spiego meglio: Oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così per i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno e all’improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita. Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei è ben quotata, nell’epoca ideale per essere venduta, non per essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in ‘trading position’ -posizione di commercio-, e non in ‘buy and hold’ - compra e tieni stretto, - che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre. Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio -buy and hold- con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su. Potremmo avere una relazione per un certo periodo…..Uhmm…. Pensandoci meglio e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, se possibile, essendo io futuro ‘affittuario’ di tale ‘macchina’, richiedo ciò che é di prassi: fare un test drive. La prego di stabilire data e ora. Cordialmente, Il suo investitore.
— 2 mesi fa
#sesso  #soldi  #matrimonio 
Francobollo tedesco dedicato alla scrittrice svedese Selma Lagerlöf e al suo personaggio Nils Holgersson

Francobollo tedesco dedicato alla scrittrice svedese Selma Lagerlöf e al suo personaggio Nils Holgersson

— 2 mesi fa con 2 note
#selma lagerlöf  #nils holgersson 
Masturbazione

Je ne me masturbe jamais le premier soir.

D’abord, mais oui, une tendre cour devant mon miroir. Quelques flatteries, quelques compliments, un peu outrés sans doute mais si agréable à entendre. Des sourires esquissés, des regards appuyés. Puis je me donne hardiment rendez-vous le lendemain au même endroit.

J’y suis sans faute. La main cachée dans mon dos fait soudain apparaître un bouquet. Mes dernières résistances cèdent bien vite. Quel homme tout de même, dans le feu du désir, qui n’oublie pas d’être prévenant! Mes habits s’envolent. Je n’ai pas le mauvais goût de garder mes chaussettes. Ce sont alors de longs et très raffinés préliminaires (je ne suis pas une brute). Puis je me conduis lentement vers la jouissance, sans négliger égoïstement mon plaisir. Ô douceur exquise de la fusion amoureuse! Est-it une autre raison de vivre?

[Èric Chevillard, L’autofictif prend un coach, 2011]

— 2 mesi fa
#Èric Chevillard  #L'autofictif prend un coach 

Patrick Süskind, Die Taube, 1987

— 2 mesi fa con 1 nota
#patrick suskind  #die taube 
"Le fumeur cherche l’unité de lui-même dans le paysage"
André Breton
— 2 mesi fa
#andré breton 
Incipit (5)

Un matin, je l’ai vue assise en face de moi dans le wagon de métro qui me ramenait du lycée. J’ai tout de suite compris qu’elle serait ma femme. 

Sa poitrine était grosse, je me la figurais ferme, avec des aréoles d’un beau rose. Sous son pull, il me semblait que le ventre était plat, élastique, et qu’il se terminait par une pilosité abondante. J’imaginait son sexe chaud, sec, collé au sous-vêtement. Quand elle s’est levée et qu’elle est descendue sur le quai, je l’ai suivie.

Ella a pris la rue St-André-des-Arts, elle s’est arrêtée pour acheter un croissant. Elle a bifurqué, et elle a débouché boulevard St-Germain. Elle est entrée dans une boutique. Je n’ai pas osé lui emboîter le pas, je suis resté un moment à l’épier devant la vitrine. Il n’y avait encore aucune cliente, elle rangeait des robes sur des cintres. Quand j’en ai eu assez d’être debout, je me suis installé à la terrasse vitrée d’un café voisin et j’ai attendu de la voir ressortir. Elle n’est apparue qu’à dix-sept heures trente, je l’ai prise aussitôt en filature.

[Régis Jauffret, Histoire d’amour, 1997]

— 2 mesi fa
#Régis Jauffret  #histoire d'amour 
Fisarmonica

Mon compagnon est accordéoniste. Il fait les bals, les mariages, les anniversaires, les départs en retraite, et parfois il accompagne les parlottes des soirées culturelles, lectures, poésie, découverte du terroir. Je l’ai rencontré au mariage de ma meilleure amie. Je m’ennuyais tellement que je m’étais mise à regarder les gens. J’ai toujours un livre dans mon sac, mais j’avais peur de paraître malpolie en le sortant. Alors je regardais les gens. Ils étaient tous si serrés, engoncés. Un seul ouvrait les bras, et c’était lui. Pour faire de la musique il embrassait l’air, il accueillait le vide, il respirait à grands gestes. Je suis tombée dans l’ouverture de ses bras. Au sens propre j’ai rempli ce creux, cette soufflerie, sa poitrine musicale. Je voulais entendre les bruits de son large coeur, désordonnés par le désir, rassemblés par l’accordéon.

[Emmanuelle Pagano, Nouons-nous, 2013]

— 2 mesi fa
#emmanuelle pagano  #nouons-nous  #accordéon 
"N’attendez pas qu’ils soit mort… pour lire Jauffret", Libération, 1985

"N’attendez pas qu’ils soit mort… pour lire Jauffret", Libération, 1985

— 3 mesi fa
#régis jauffret  #libération 
Inazione (2)

image

Je suis quelqu’un qui s’ennuie souvent. Et je cultive cet ennui comme on entretiens un corps d’athlète. J’essaie tous les jours de m’ennuyer un peu. Je m’octroie quotidiennement cette gymnastique de l’immobilité. Je veille à ce que mon ennui ne soit entravé par aucun désir, et que rien ni personne ne le perturbent.

Je peux rester chez moi plusieurs jours sans rien faire et, parfois, j’atteins cette splendeur extatique que doivent ressentir certains moines concentrés dans leurs prière. Je n’ai jamais autant la sensation de vivre que lorsque je m’ennuie. Mon inaction me positionne alors pleinement dans le monde. Je prends conscience de ma place ici-bas. Une micro-place, comme celle de n’importe qui, mais une place tout de même.

Parfois je rêve de pulvériser pour des siècles le record de l’ennui. Ne rien faire, ne rien espérer, ne rien projeter dans l’avenir et attendre la mort comme on attend l’autobus, en pensant à autre chose. Je m’imagine très bien vivre complètement nu au fond d’une vallée, ou le plus anonymement possible dans une maison de ville, ou au bord d’une plage chilienne ou sur une dune du Kalahari, peu importe, et ne m’exprimer qu’en dilatant mes narines, en clignant de l’oeil ou e lâchant quelques petits pets secs et explicites.

Être là, un point c’est tout, sans avoir à justifier mon existence par des paroles ou des actes.

[David Thomas, La splendeur de l’ennui, racconto tratto dalla raccolta La Patience des buffles sous la pluie, 2012]

— 3 mesi fa
#David Thomas  #la speldeur de l'ennui  #la patience des buffles sous la pluie  #inazione